Fedi nuziali e gioielli
Intervista a Giuseppe Petochi, la tradizione italiana del gioiello nel mondo
Il nome Petochi riconduce alla tradizione dell’alta oreficeria. Non è accidentale che casati reali abbiano scelto proprio questa famiglia di gioiellieri per l’acquisto dei propri monili e non facciamo riferimento naturalmente solo all’Italia, ma anche ai reali di Olanda, Belgio, Spagna, Grecia. Alla base di questo successo c’è una tradizione di lavorazione su cui l’avvento delle nuove tecnologie non ha minimamente influito. Una prova è la realizzazione delle fedi nuziali , ricavate dallo stesso oro, una lavorazione che ha certo un forte valore simbolico e a cui la gioielleria romana è particolarmente legata già dalle proprie origini alla fine dell’800. Vi proponiamo l’intervista a Giuseppe Petochi, erede e custode della tradizione artigianale familiare.

Il nome Petochi riconduce alla tradizione dell’alta oreficeria. Non è accidentale che casati reali abbiano scelto proprio questa famiglia di gioiellieri per l’acquisto dei propri monili e non facciamo riferimento naturalmente solo all’Italia, ma anche ai reali di Olanda, Belgio, Spagna, Grecia. Alla base di questo successo c’è una tradizione di lavorazione su cui l’avvento delle nuove tecnologie non ha minimamente influito. Una prova è la realizzazione delle fedi nuziali , ricavate dallo stesso oro, una lavorazione che ha certo un forte valore simbolico e a cui la gioielleria romana è particolarmente legata già dalle proprie origini alla fine dell’800. Vi proponiamo l’intervista a Giuseppe Petochi, erede e custode della tradizione artigianale familiare.
Ci racconta un po’ la storia della sua famiglia?
Appartengo alla quarta generazione di gioiellieri della mia famiglia, un’attività avviata nel 1884. Sin da bambino ho frequentato il laboratorio accompagnando mio nonno e papà. Per 14 anni ho lavorato a New York, dove avevamo aperto un negozio, ma nell’86 sono dovuto rientrare in Italia. La nostra gioielleria ha sempre fornito le grandi famiglie romane, ma fra i nostri clienti abbiamo avuto anche i Savoia e altri casati nobiliari di tutta Europa come quelli di Spagna, Belgio, Olanda e Grecia.
A cosa è legato maggiormente secondo lei il vostro prestigio ?
Alla scelta delle pietre e alla qualità del lavoro degli artigiani, la differenza qualitativa nel gioiello è paragonabile a quella dell’alta moda.
Com’è cambiata negli anni la lavorazione?
È cambiata, necessariamente, per via della produzione in serie, ormai, anche nell’alta gioielleria, non si fa, o lo si fa raramente, il pezzo unico, si creano più pezzi, nel nostro caso si parla di due o tre al massimo, per ammortizzare i costi di lavorazione. Quello che fa la differenza però fra un monile di maggior pregio rispetto ad un altro è la rifinitura delle pietre che, almeno nei miei laboratori, viene fatta a mano.
Com’era la percezione del gioiello italiano a New York nel periodo in cui ha lavorato lei?
Beh, quando sono andato io era il boom del prodotto italiano, il successo era enorme, nell’84 abbiamo partecipato anche a due mostre per l’Italia.
consiglio delle
pietre più piccole,
ma che non siano
“addormentate”
Un tempo il solitario era l’oggetto preferito, montato a giorno, ma oggi è molto difficile che venga scelto, soprattutto dalla sposa, perché le donne sono più dinamiche e il solitario è poco pratico, quindi più spesso il brillante viene affogato nell’oro in modo da essere più semplice da portare. Anche i costi si sono ridotti negli anni. Tuttavia di solito io preferisco consigliare delle pietre più piccole, ma che non siano, come si usa dire, “addormentate” ossia che non brillano.
Quali altre pietre vengono scelte in alternativa al brillante?
Lo zaffiro soprattutto, meno rubini e smeraldi perché sono pietre più delicate.
Cosa regala oggi la sposa?
L’orologio è ancora il regalo più scelto, ma anche i gemelli con lo sparato per lo smoking, che per due o tre volte l’anno si può ancora indossare. Adesso anche con cifre abbordabili si riescono ad acquistare orologi particolari, lo stile, naturalmente, dipende dalla personalità dello sposo.
L´anello di fidanzamento e il regalo per lo sposo sono ancora una sorpresa oppure non più?
Si lo sono ancora, spesso lo sposo arriva con un anello che fa da campione per la misura, magari accompagnato da uno dei genitori, solitamente sa già cosa vuole. Sul solitario, comunque, in genere vanno fatte delle piccole modifiche. Alcune volte vengono disegnati appositamente.
Per le fedi nuziali, qual è il modello e il materiale che viene ancora utilizzato maggiormente?
Indubbiamente l’oro giallo, noi abbiamo la tradizione di ricavarle dallo stesso oro, questa è la nostra particolarità, le fedi nuziali hanno una sola saldatura e nascono dallo stesso cuore dell’oro, è un’idea romantica che rimanda all’unità della coppia, qualcuno a volte ci chiede di aggiungere dell’oro delle fedi dei genitori. Poi viene fatta l’incisione con i due nomi e la data.
E ai testimoni cosa si regala?
Solitamente porta soldi d’argento con le iniziali e la data, mentre per le ragazze si sceglie un ciondolino o uno svuota tasche.
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